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Repubblica Marinara

Indice
Repubblica Marinara
La politica della Repubblica
Passano gli anni...
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Le quattro città marinare d'Italia: Amalfì, Genova, Pisa e Venezia all'inizio dell'undicesimo secolo assumono caratteri propri e governi autonomi dando vita così alle quattro gloriose Repubbliche Marinare.
Per mare e per terra si combattono i pirati saraceni e si aprono, nello stesso tempo, i presupposti per i traffici commerciali. Per Pisa il X secolo si chiude con le migliori prospettive di sviluppo per il futuro. Durante l'anno 1003 i Pisani si trovano in conflitto con i Lucchesi che, per voler contrastare la potenza marinara di Pisa, sono duramente battuti. Seguono nuovi successi: la conquista di Reggio Calabria nell'anno 1005 e della Sardegna nel 1017,
con la sconfitta del re saraceno Mugahid che si era rifugiato nella stupenda isola mediterranea.
Pisa diventa quindi padrona della Sardegna, contrastata però, nei suoi interessi di espansione commerciale, da Genova.
Nel periodo che va dal 1030 al 1035 sono conquistate da quello che ormai era diventato lo stato pisano, Cartagine. Bona e Lipari. Anno 1051-52: il grande ammiraglio Jacopo Ciurmi passa all'occupazione della Corsica provocando ancora di più il risentimento dei genovesi. Pochi anni più tardi, nel 1063, un altro ammiraglio pisano, Giovanni Orlando, conquista Palermo, scacciandovi i pirati saraceni che ne avevano fatto un loro covo. Pisa acquisisce una propria indipendenza, pur mantenendosi fedele all'Impero, senza porsi in posizione di servitù.

Le « Leggi o Consuetudini di Mare » sono istituite dai Pisani e riconosciute dal Papa Gregorio VII nel 1075. Intanto la flotta pisana continua le spedizioni nell'Africa del nord conquistando Tunisi nel 1088. Il Papa Urbano II attribuisce alla città in piena espansione economica, politica e militare, la supremazia sulla Corsica e sulla Sardegna (1092). Ancora oggi dopo quella data lontana gli arcivescovi di Pisa continuano a chiamarsi « Primati di Sardegna e di Corsica » nel ricordo di un passato che stenta a morire e che forse non morirà mai. La prima crociata (1089-99) è per tutta la cristianità una buona occasione di aprire nuovi civilissimi orizzonti all'Europa imbarbarita. I Pisani partecipano numerosi alla nobile spedizione e si dimostrano decisivi nella presa di Gerusalemme.
E così termina un secolo foriero di grandi speranze per la città di Pisa. Il secolo successivo trova i Pisani alla conquista di nuovi centri commerciali sulla costa siriaca ed essi ottengono anche privilegi dall'imperatore romano d'Oriente Alessio Comne no. Nell'anno 1114 una potente flotta pisana muove alla conquista delle isole Baleari da dove i Mori vengono scacciati. I consoli pisani, unitamente all'arcivescovo Pietro Moriconi e ai valenti marinai e soldati di Pisa, dopo due anni di feroci ed aspri combattimenti, espugnano Iviza, Majorca e Minorca. Ricche prede cadono in mano ai Pisani che si affrettano ad inviarle alla loro patria lontana. Da questo avvenimento storico il nome della Repubblica Marinara pisana viene temuto e rispettato da tutti e ovunque le navi di Pisa portano con sé l'orgoglio e la potenza di una città veramente libera, ricca e prospera. Nel 1132 San Bernardo riunisce a Pisa il concilio che affermerà i diritti di Papa Innocenzo II. La città si scaglia con tutta la propria ira sui nemici del Papa infliggendo severe sconfitte agli Amalfitani. Crescono intanto spontanee rivalità e lotte tra i piccoli stati italiani. I Pisani combattono bravamente contro Lucca e Genova, tra il 1164 ed il 1175, e si schierano decisamente dalla parte di Federico I Hohenstaufen che, dal colore della sua barba fluente, è entrato nella storia col nome di Barbarossa. Alla crociata voluta da Gregorio Vili, e, successivamente, da Clemente III, la flotta pisana partecipa agguerrita sotto il comando supremo dell'Arcivescovo Lanfranchi (1186). Il XII secolo si chiude con una guerra (quella del 1194) contro Genova quale segno premonitore di una tragedia che doveva consumarsi ai danni di Pisa di lì a 90 anni. A questo punto però, cominciano i primi segni di stanchezza per la città; si formano gruppi di persone, dagli interessi contrastanti, organizzate nelle due linee politiche principali di quei tempi, i due maggiori « partiti » medievali: Guelfi e Ghibellini. Pisa si schiera decisamente dalla parte dell'Imperatore Federico II (nipote del Barbarossa) incurante degli strali e della scomunica scagliatale contro da Papa Gre- gorio IX. D'altra parte, nel 1241, un gran numero di vescovi e di cardinali, che si re- cavano a Roma per un concilio, sono catturati dai Pisani che, per questo, sono immediatamente scomunicati dall'iroso Gregorio IX.